Filati e Tessuti commestibili

Strano ma vero. Se si partecipasse alla famosa trasmissione televisiva “scommettiamo che” si potrebbe tranquillamente annunciare: “Scommettiamo che Pasquale Filippelli, esperto tessile calabrese, sì “mangia”, o per meglio dire mastica e succhia, il proprio maglione ?”..
È proprio cosi, ho realizzato un filato con il quale produco tessuti particolari che si possono anche, ma non è solo questa la vera novità, piacevolmente masticare e succhiare. Il gusto, dolce-amaro, vi assicuro, è molto gradevole ed il succo procura benefiche virtù salutari. Infatti, giova alla digestione, regolandola perfettamente in ogni sua fase, protegge l’apparato respiratorio, lenisce la gola, ecc. ecc.
Sto parlando della liquirizia, “Glycirrhiza glabra”, pianta appartenente alla famiglia delle leguminose conosciuta da oltre 35 secoli.
Nasce spontanea sulla costa ionica italiana dalla quale si ricava, nell’antica fabbrica di liquirizia della famiglia Amarelli (www.liquirizia.it) ubicata nel comune di Rossano (cs) Italy, dal 1731 ogni sorta di leccornie alimentari come appunto le liquirizie d’ogni gusto e sapore, liquori, tisane, sciroppi ed altro.
Io dalle radici, con procedimenti e prodotti esclusivamente naturali, ricavo una fibra che opportunamente lavorata trasformo in filo e tessuti assai particolari, come per esempio il guanto per massaggiare e lavare il corpo. Gli effetti del suo utilizzo sono sorprendenti e non solo quelli leviganti, massaggianti, riattivanti, esfolianti, ecc.. ma anche per quanto riguarda l’aroma (si pensi all’aromaterapia) e soprattutto il colore perché a contatto con l’acqua sprigiona il tipico succo della liquirizia che procura alla pelle benessere e colorazione. Prossimamente saranno pubblicate le foto relative…